Domenica 25 Giugno 2017

Il sito degli Alberi Monumentali del Veneto

Monumentali sono quegli alberi di alto pregio naturalistico e storico e di interesse paesaggistico e culturale che “isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali, per età o dimensioni, possono essere considerati come rari esempi di maestosità o longevità” o che “hanno un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico o culturale o a tradizioni locali”.

Questa è la definizione contenuta nella Legge della Regione Veneto n. 20 del 09 agosto 2002 “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali ”.

Il progetto ha lo scopo di tutelare gli alberi di particolare pregio, presenti nel territorio regionale, al fine di garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e del paesaggio nonché la salvaguardia del patrimonio genetico e della biodiversità.

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Quercus

Quercus

Le querce sono alberi diffusi in tutto l’emisfero settentrionale, a questo genere appartengono circa 300-350 specie, a complicarne terribilmente la classificazione però è la caratteristica di questo genere a contenere specie tutte interfeconde tra loro (Pignatti 1982).
È quindi facilissimo trovare individui ibridi tra le diverse specie. In Italia si possono dividere in 2 grandi gruppi, le querce sempreverdi (leccio, sughera) e le querce caducifolie o con foglie semipersistenti (farnia, rovere, cerro ecc.). secondo l’illustre botanico Pignatti le specie di querce indigene in Italia sono 15 (1982) poi ridotte a 12 secondo Flora Europaea (1993).
L’apparato radicale delle querce è sempre più o meno fittonante, cioè si estende verticalmente anche con fittoni laterale e scende ad ancorarsi per vari metri (Pignatti 1982).
La presenza delle grandi querce caducifolie (farnia, rovere) in natura è indice di terreni molto fertili (Gellini 1997), da questa peculiarità, ne deriva che l’uomo ha profondamente alterato la distribuzione sul territorio di queste specie, perché da un lato ne ha sottratto i terreni migliori per l’agricoltura, dall’altro, in boschi misti, le ha favorite a scapito di altre specie economicamente meno vantaggiose (Gellini 1997). I principali prodotti derivanti dalle querce sono molti e per parecchi secoli sono stati insostituibili, legname del più pregiato, ghiande per l’allevamento animale ma anche tostate e ridotte in polvere per un surrogato del caffè, tannini per la concia delle pelli, sughero ecc.
Nell’immaginario collettivo comunque le querce sono gli alberi per eccellenza, forse proprio grazie alla longevità e alle dimensioni che possono raggiungere, per i Greci era sacra a Zeus e la chiamavano “drus” o albero in senso assoluto (Zampieri, Dalla Gasperina, Boranga 2007), nel mondo germanico e gallico erano venerate come luoghi di culto. Per i Sassoni in una secolare quercia chiamata Irminsul, sostegno della volta del cielo, viveva Odino, poi abbattuta personalmente da Carlo Magno per fiaccare il morale dei nemici.

Quercus petraea a Bagnoli di Sopra
Quercus petraea a San'Anna D'Alfaedo